Tutte le malattie che colpiscono le carceri italiane (e non solo)
Hiv (Aids), Hbv (epatite B), Hcv (epatite C) tra quelli più diffusi
I virus più diffusi nelle carceri italiane? Hiv (Aids), Hbv (epatite B), Hcv (epatite C). A dirlo gli ultimi studi, secondo cui su quasi centomila detenuti, ce ne sono più di un terzo portatori dei tre virus, ma la metà ne è inconsapevole. E il sovraffollamento delle carceri è un pericolo in più. A spiegarlo a ‘La Stampa‘ Sergio Babudieri, docente di malattie infettive all’Università di Sassari e presidente della Società Italiana di Medicina Penitenziaria, secondo cui la diffusione è un rischio concreto perché «un ambiente ristretto e sovraffollato, abbinato alla scarsa coscienza della malattia, fanno ritenere che questo rischio possa essere elevato». Proprio queste malattie sono le più temute, tanto da essere diventate una vera e propria emergenza, anche se non alla pari con le patologie psichiatriche.
Secondo gli ultimi dati nel corso del 2015, all’interno delle 195 carceri del nostro Paese, sono transitati quasi 100mila detenuti: 5mila di questi positivi al virus Hiv, 6500 portatori attivi del virus dell’epatite B e ben 25mila avevano già avuto ‘contatto’ con l’epatite C. Ma occhio anche alla tubercolosi, che nelle carceri fa segnare casi venti volte superiori al normale. A contribuire alla diffusione, spiega Babudieri, «l’elevata presenza di queste infezioni in un’ampia aliquota di detenuti, la notevole promiscuità anche sessuale presente in alcune situazioni, insieme alla pratica diffusa dei tatuaggi ed agli episodi di conflittualità talvolta esitanti in violenza, fanno ritenere che il rischio in questo ambito possa essere elevato, ma difficilmente quantizzabile dal punto di vista scientifico».
Ma è un problema comune a tutti i Paesi, vedi anche gli USA. Il video infatti mostra in maniera schematica ma sintetica il problema.
Fonte: lindro.it























