Qual è la situazione italiana per i farmaci anti epatite C? Intervista a Ivan Gardini (EpaC)
In occasione dell'incontro che si è tenuto oggi a Milano dal titolo “Epatite C in Italia, Identikit di una malattia in via di eradicazione” abbiamo incontrato Ivan Gardini, Presidente di Epac Onlus. Con lui, da molti anni impegnato nella lotta alla malattia, abbiamo fatto il punto sui farmaci anti epatite C oggi disponibili, su quelli in arrivo e sui pazienti che realmente necessiterebbero di queste cure.

In occasione dell’incontro che si è tenuto oggi a Milano dal titolo “Epatite C in Italia, Identikit di una malattia in via di eradicazione” abbiamo incontrato Ivan Gardini, Presidente di Epac Onlus. Con lui, da molti anni impegnato nella lotta alla malattia, abbiamo fatto il punto sui farmaci anti epatite C oggi disponibili, su quelli in arrivo e sui pazienti che realmente necessiterebbero di queste cure.
Epac ha fatto un’ indagine per capire quanti sono ad oggi i pazienti eleggibili ai nuovi trattamenti antivirali. Ci può spiegare nel dettaglio?
Sino a oggi è sempre mancata una stima realistica del numero dei pazienti eleggibili ad un trattamento antivirale poiché non esistono registri nazionali e regionali attendibili (salvo rarissime eccezioni). Per questo l’Associazione EpaC Onlus ha deciso di avviare una ricerca durata un anno, basata sulle esenzioni per patologia da epatite C (la 016.070.54) ottenendo i dati direttamente dalle singole Regioni e/o ASL, indagando successivamente altri aspetti come pazienti malati con esenzioni diverse, pazienti guariti ma con esenzione, pazienti non eleggibili, deceduti, avviati al trattamento, ecc. ed altri elementi che concorrono a formare una stima complessiva realistica.
Secondo la nostra stima sono circa 160/180mila i pazienti diagnosticati con HCV ed eleggibili ad un trattamento antivirale con i farmaci innovativi, numeri diversi da quelli sempre divulgati, (700.000- 1.000.000 pz.) che includono anche le stime del “sommerso”, ovvero pazienti che devono ancora scoprire l’infezione. Questi numeri sono basati su studi epidemiologici di 20 anni fa, ormai obsoleti, e poiché un budget impact nazionale si dovrebbe basare sui pazienti noti e non su quelli supposti, pensiamo di avere offerto un contributo importante per meglio definire la coorte dei pazienti da curare subito.
Si è fatta molta polemica sul costo dei farmaci innovativi per l’HCV. Ma qual è la situazione adesso?
Tutte le aziende farmaceutiche che commercializzano farmaci innovativi per l’HCV hanno stipulato accordi confidenziali con l’Agenzia del Farmaco. Tali accordi sono basati sulla formula del “Più curi meno paghi”, ovvero contratti basati sul prezzo di acquisto che diminuisce progressivamente in base al volume delle cure effettuate (o acquistate qualsivoglia). In alcune Linee di Indirizzo regionali (Es. Emilia Romagna) si evidenziano comunque alcuni prezzi di acquisto già al netto degli sconti da cui si può evincere che al momento attuale, per alcuni farmaci, viene già praticato uno sconto superiore al 50% sul prezzo di listino; secondo i nostri calcoli, siamo quindi su una fascia di prezzo medio che si aggira sui 15.000-20.000 euro per ciclo di trattamento. Tale costo è destinato a scendere ulteriormente già da quest’anno, per effetto delle rinegoziazioni e dell’introduzione di nuove molecole sul mercato.
A quel punto i prezzi saranno simili (se non inferiori) a quelli sostenuti per cicli terapeutici di altre patologie croniche od oncologiche. La differenza sta nel fatto che per altre patologie croniche è necessario stanziare ingenti risorse ogni anno per impedire la progressione delle patologie (es. HIV, Diabete, ecc.) mentre per l’epatite C si cura definitivamente il paziente e contestualmente si producono risparmi per il SSN e per il cittadino. A nostro avviso, non è lontano il giorno in cui questi farmaci si ripagheranno da soli con i risparmi procurati. Anche nel loro interesse, le aziende farmaceutiche farebbero bene a rendere noti alcuni dettagli sugli sconti praticati, siamo certi che aiuterebbe a correggere una informazione a volte fuorviante sul reale costo attuale e futuro dei farmaci innovativi.
Esistono pazienti che, non rientrando nel programma di accesso gratuito ai nuovi farmaci, hanno acquistato la versione generica dei nuovi farmaci all’estero ? Ci può commentare questo fenomeno?
Questo fenomeno è figlio di un paradigma curativo inedito per il nostro SSN, ovvero “I farmaci innovativi sono forniti solo quando la malattia è grave” e i pazienti “meno gravi” devono aspettare a tempo indeterminato.
Alcuni di questi pazienti meno gravi non hanno intenzione di aspettare che la loro malattia progredisca (come dargli torto) e ricorrono all’acquisto del farmaco generico in India o in Egitto ad esempio.
La faccenda si complica perché alcuni medici si rifiutano di curare i pazienti con farmaci non registrati in Italia e in almeno due casi ci siamo imbattuti in pazienti che si stanno curando senza una supervisione medica.
L’introduzione di una selezione, o l’instaurazione di un proibizionismo, genera quasi sempre anomalie. Nessuno, e sottolineo nessuno, potrà mai fermare la voglia di guarire da un’infezione virale trasmissibile e da una malattia cronica progressiva. Per questo motivo è facilmente prevedibile che l’importazione e l’utilizzo per uso personale di farmaci generici aumenterà considerevolmente nel prossimo futuro a meno che, come abbiamo chiesto alle Istituzioni, non siano eliminate le barriere di accesso attualmente in vigore.
Fonte: pharmastar.it























