MASLD e cirrosi: quando il primo scompenso epatico segna il punto di svolta

La malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (MASLD) rappresenta oggi una delle principali sfide globali di salute pubblica. Una nuova ricerca multicentrica su oltre 6.000 pazienti mostra come il primo episodio di scompenso epatico, non solo segni la transizione cruciale dalla fase compensata a quella scompensata, ma aumenti drasticamente il rischio di morte epatica. Ulteriori episodi peggiorano ulteriormente la prognosi, mentre il carcinoma epatocellulare agisce come moltiplicatore di rischio indipendente. Lo studio è stato coordinato dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo. Abbiamo raccolto anche un commento del prof. Salvatore Petta, professore associato di Gastroenterologia presso l’Università di Palermo, in un podcast inserito nel presente articolo.
MASLD: un’epidemia silenziosa
La MASLD, recentemente ridefinita e riconosciuta come entità clinica distinta, colpisce circa il 38% della popolazione mondiale. Alimentata dalla diffusione di obesità e diabete di tipo 2, questa condizione può evolvere dalla semplice steatosi a forme più gravi come la steatoepatite (MASH), fino alla cirrosi avanzata. È proprio in questa fase che si aprono due possibili scenari: una lunga stabilità in fase compensata o l’ingresso nella traiettoria dello scompenso, caratterizzata da ascite, encefalopatia epatica, emorragia da varici o ittero. La comparsa del primo episodio segna un vero spartiacque clinico, riducendo significativamente le prospettive di sopravvivenza e aprendo la strada a successive complicanze.
Lo studio multicentrico: numeri e risultati
Il nuovo lavoro, condotto in 17 centri internazionali tra Europa, Nord America e Asia tra cui anche l’Italia e il centro del prof. Salvatore Petta, dell’Università di Palermo, ha seguito 6.061 pazienti con cirrosi compensata da MASLD per un periodo mediano superiore ai sei anni.
I dati parlano chiaro: entro cinque anni, il 3,5% ha sviluppato un primo evento di scompenso, associato a un incremento di quasi 19 volte del rischio di morte per cause epatiche. Tra chi ha subito questo primo passaggio, il 44% è andato incontro a ulteriori episodi entro lo stesso arco temporale, con un ulteriore aumento del rischio di mortalità. L’ascite è risultata la complicanza più frequente, seguita dall’emorragia variceale.
Scompenso acuto e non acuto: due percorsi diversi ma ugualmente gravi
Lo studio ha distinto tra scompenso acuto (AD) e non acuto (NAD). Entrambi si sono dimostrati predittori indipendenti di morte epatica, senza differenze sostanziali nell’impatto sul rischio. La sopravvivenza mediana dopo il primo episodio si è attestata intorno ai 20 mesi, ma con variazioni significative in base al tipo di complicanza: peggiore per l’ascite, relativamente più favorevole per l’emorragia variceale. Nei pazienti che hanno subito ulteriori episodi, il rischio di morte epatica a cinque anni è salito oltre il 70%, confermando il ruolo dello scompenso ripetuto come acceleratore della malattia.
Il ruolo del carcinoma epatocellulare
Accanto allo scompenso, il carcinoma epatocellulare (HCC) si è confermato un fattore di rischio indipendente e potente per la mortalità epatica, aumentando di quasi tre volte il pericolo complessivo. Nei pazienti già scompensati, la presenza di HCC ha ulteriormente aggravato la prognosi, riducendo drasticamente le possibilità di sopravvivenza a medio termine. Questo dato sottolinea l’importanza di strategie di screening e sorveglianza sistematica, soprattutto nei pazienti con cirrosi avanzata.
Conclusioni, MASLD non solo una malattia epatica
Questo studio multicentrico in pazienti con cirrosi compensata da MASLD mostra che a 5 anni solo il 3,5% sviluppa il primo scompenso, ma questo evento aumenta di quasi 19 volte il rischio di morte epatica (LR-D). Tra questi, il 44% ha ulteriori episodi, con un rischio di LR-D che raggiunge il 74,6%.
L’ascite è la complicanza più frequente, seguita dal sanguinamento variceale; encefalopatia e ittero sono rari. Non vi sono differenze sostanziali tra scompenso acuto (AD) e non acuto (NAD), entrambi associati a un rischio elevato di mortalità.
Il carcinoma epatocellulare (HCC) emerge come predittore indipendente di LR-D, aggravando ulteriormente la prognosi.
Un modello multistato evidenzia inoltre che prima dello scompenso prevale la mortalità extraepatica (circa 30%, soprattutto cardiovascolare e oncologica), mentre dopo la prima e ancora di più dopo il successivo scompenso domina la mortalità epatica.
Questi risultati confermano che la MASLD non è soltanto una malattia epatica, ma una condizione sistemica, profondamente intrecciata con le comorbidità metaboliche.
La gestione del paziente deve quindi essere globale e multidisciplinare, con strategie volte a prevenire il più possibile la progressione allo scompenso, a ridurre l’impatto delle complicanze e a monitorare costantemente il rischio di HCC.
In un’epoca in cui la MASLD è destinata a crescere parallelamente alle epidemie di obesità e diabete, questi dati rafforzano l’urgenza di approcci integrati e di politiche sanitarie mirate alla prevenzione precoce.
Grazia Pennisi et al., Impact of first and further decompensation in patients with compensated ACLD due to MASLD J Hepatol. 2025 Jun 21:S0168-8278(25)02282-2.
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Fonte: pharmastar.it























