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Epatite C, quasi 500 casi nel 2015 in Abruzzo

Spesi 30 milioni per i farmaci salvavita altrimenti proibitivi

PESCARA. In Abruzzo, nel 2015 sono stati trattati 499 soggetti affetti da epatite C cronica con i nuovi farmaci Daa (Directly, acticng, antivirals) con una spesa di circa 30 milioni di euro (25 milioni al netto del pay back, che è una forma di sconto sul prezzo a posteriori, legato in modo direttamente proporzionale al numero dei pazienti, separati in scaglioni, che hanno usufruito dei farmaci). Due, invece, sono stati i decessi dei pazienti, sempre nel 2015, anche se non è stato dimostrato un rapporto di causa ed effetto tra l'epatite C e la morte.

Sono questi i numeri divulgati dall’assessorato alla Sanità, retto da Silvio Paolucci. Il rimborso previsto per la Regione, a fronte della spesa farmaceutica affrontata, è stato di 9,5 milioni di euro. Terapie che, sarebbero state insostenibili per un privato, visto che il costo medio, per un ciclo di terapia, è di 74mila euro, come nel caso del farmaco Sovaldi. Una terapia finanziata dalla Regione, come previsto dal testo legislativo, solo per coloro che sono affetti da una forma particolarmente grave di epatite C, come ad esempio quei casi in cui si è avuto come effetto la produzione di una cirrosi.

Undici, poi, sono i centri prescrittori in Abruzzo, situati in 8 strutture: l’ospedale San Salvatore dell’Aquila, il San Nicola e Filippo di Avezzano, l’ospedale di Chieti, il San Pio
di Vasto, l’ospedale di Pescara, quello di Penne, il SS. Maria dello Splendore di Giulianova ed il Mazzini di Teramo. Di norma, fanno sapere dalla Regione, il 95% dei pazienti che ha cominciato la terapia, l’ha poi portata a termine.

Fonte: ilcentro.gelocal.it

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