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Malattie autoimmuni

Epatite C: presto quasi tutti i malati più gravi avranno avuto la cura

È questa la previsione di Ivan Gardini, coordinatore di Alleanza contro le epatiti (Ace), che a questo punto chiede di estendere la cura ai pazienti meno gravi. In un convegno a Roma, pazienti, esperti e Istituzioni fanno il punto sul trattamento dell'infezione.



«Nei primi mesi del 2017 i pazienti con epatite C gravi da curare presenti in numerosi centri autorizzati saranno quasi esauriti»; è quindi «indispensabile un intervento per ampliare anche ai pazienti non gravi l'accesso alle nuove terapie». Sono la previsione e l'auspicio di Ivan Gardini, coordinatore di Alleanza contro le Epatiti (Ace), in occasione del convegno “Pazienti, clinici e Istituzioni per un obiettivo comune: eliminare l'Hcv in Italia”, che si è svolto mercoledì 16 novembre a Roma nella sede del ministero della Salute.

A oggi nel nostro Paese sono stati trattati più di 60 mila pazienti con infezione cronica da Hcv e malattia epatica severa, come ricorda Edoardo Giannini, professore di Gastroenterologia al San Martino di Genova, ma gli italiani colpiti dal virus sono centinaia di migliaia, da 400 mila a 1,5 milioni a seconda delle diverse stime. Tuttavia, finora solo i pazienti gravi hanno avuto accesso ai farmaci più innovativi per eradicare il virus poiché si tratta di medicinali che hanno livelli di efficacia altissimi, ma costi altrettanto elevati. «Il nostro obiettivo – chiarisce dunque Gardini - è l’abbattimento delle limitazioni di accesso e lanciamo oggi una proposta: eliminare in via sperimentale per un anno le barriere di accesso ai farmaci per epatite C e mettere un tetto di 50 mila terapie in modo che non si superi il budget allocato». Il Governo ha previsto nella Legge di Bilancio 2017 un fondo dedicato di 500 milioni di euro l'anno e di «questo importante passo in avanti», Gardini, che è anche presidente dell'associazione EpaC Onlus, ha ringraziato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. La quale, intervenendo all'incontro, ha sostenuto che «i prezzi dei farmaci contro l'epatite C sono ancora per noi inaccettabili». L'Agenzia del farmaco (Aifa) «sta ancora trattando sui prezzi degli antivirali – ha aggiunto - ma la trattativa non è ancora chiusa». «Ci vedremo presto con società scientifiche e associazioni di pazienti per poter andare a rivedere i criteri di accesso alle terapie anti Hcv e potenzialmente ampliarli» annuncia dal canto suo Mario Melazzini, presidente e prossimo direttore generale dell'Aifa. Una revisione richiesta «non perchè siano sbagliati i criteri finora adottati - precisa - ma per una valutazione del lavoro fatto fino a oggi e avendo ben chiaro l'obiettivo di fare arrivare i farmaci a chi ne ha più bisogno».

«La valutazione clinica che abbiamo fatto sui pazienti, soprattutto cirrotici, che hanno portato a termine il trattamento è risultata impressionante» spiega Antonio Gasbarrini, coordinatore Ace e professore di Gastroenterologia all'Università Cattolica di Roma. «È un dato di fatto che i pazienti in cui la malattia viene eradicata poi ricorrono molto meno agli ambulatori – osserva - con conseguenti immediati risparmi per il Servizio sanitario nazionale. I risparmi derivanti dalla cura dell’epatite C – avverte però - non si vedranno nel breve, ma nel lungo termine».

«Continueremo quindi in questa grande esperienza di reclutamento che ci rende unici in Europa – ha detto Lorenzin - e applicheremo lo stesso metodo per nuovi farmaci in arrivo per Alzheimer, che riguardano una platea altrettanto grande».

Fonte: healthdesk.it

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