Encefalopatia epatica: positiva l'integrazione con aa ramificati
La supplementazione dietetica con aminoacidi a catena ramificata (Bcaa) dopo un episodio di encefalopatia epatica (He) non riduce la recidiva di He ma migliora la He minima e la massa muscolare. In ogni caso, l'identificazione dei fattori di rischio per la recidiva di He può consentire lo sviluppo di nuove terapie preventive che potrebbero ridurre le sequele neuropsicologiche causate da ripetuti episodi di He.
Queste le conclusioni di una multicentrica randomizzata in doppio cieco condotta da Iñigo Les, dell'hospital Vall d'Hebron di Barcellona, e da altri autori spagnoli, su 116 pazienti con cirrosi e un precedente episodio di He. Tutti i pazienti hanno ricevuto la dieta standard (35 kcal/kg al giorno e 0,7 g di proteine per kg al giorno) insieme a un supplemento di 30 g di Bcaa oppure maltodestrina (Mdx) nel corso di 56 settimane. Il rischio attuariale di non incorrere in He non differiva tra i due gruppi (Bcaa = 47%, Mdx = 34%, ma i pazienti nel primo gruppo hanno mostrato un risultato migliore dopo l'esecuzione di due test neuropsicologici e un incremento della circonferenza muscolare a livello del braccio.
La recidiva è apparsa associata a bassi livelli di albumina plasmatica al basale, e a una riduzione del sodio e un incremento della creatinina nel corso del follow-up. I pazienti con ricorrenza di He si caratterizzavano per un mancato miglioramento della funzione cognitiva globale.
Am J Gastroenterol, 2011; 106(6):1081-8























