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Contributo di EpaC onlus alla valutazione di Health Techonology assesment di elbasvir-grazoprevir (Zepatier)

Valutazione di Health Technology Assessment di elbasvir - grazoprevir (Zepatier)


Anno: 2017 - Vol: 6 - Num. 6


Autori: Flavia Kheiraoui, Carlo Favaretti, Andrea Poscia, Marta Marino, Jovana Stojanovic, Drieda Zace, Fabrizio Fontana, Maria Luisa di Pietro, Brunella Posteraro, Matteo Ruggeri, Americo Cicchetti, Francesca Romana Rolli, Romano Federica

Roma, 15 Giugno 2017

EpaC partecipa alla stesura di un documento di farmacoeconomia


E’stato pubblicato sull’Italian Journal of Health un ottimo lavoro di HTA sull’epatite C incentrato in particolare sulla nuova combinazione farmacologica grazoprevir/elbasvir per la cura dell’infezione da HCV.


Il lavoro è stato realizzato dall’Istituto di Sanità Pubblica - Sezione Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore, ed ha coinvolto alcuni tra i massimi esperti di HCV e farmacoeconomia, nonché i rappresentanti dell’Associazione EpaC nella veste del Presidente Ivan Gardini, Massimiliano Conforti e Marco Bartoli, in qualità di consultant.


Lo studio si concentra sulla valutazione dell’impatto sanitario e farmacoeconomico della nuova combinazione farmaceutica, mettendo in rassegna tutti i dati oggi disponibili a partire da quelli epidemiologici, sezione in cui viene dato ampio spazio proprio agli studi che Epac ha realizzato nel corso degli ultimi 2 anni e che hanno contribuito in maniera importante alla ridefinizione dei parametri di interpretazione del problema Epatite C in Italia.


Il lavoro cerca di interpretare la realtà epidemiologica italiana relativamente all’HCV, le possibilità di intervento permesse oggi dai nuovi antivirali e soprattutto l’impatto economico che tale intervento comporterebbe, rilevandone in maniera chiara e puntuale gli straordinari ritorni in termini non solo di salute ma soprattutto economici per il SSN.


In tale contesto, i dati riportati nel lavoro mettono in evidenza che «il profilo di efficacia, sicurezza e tollerabilità di elbasvir/grazoprevir depongono a favore della sua offerta ad ogni paziente con infezione cronica da HCV, che risponda ai criteri di inclusione utilizzati nei trial già effettuati».


Poiché si tratta di un farmaco altamente innovativo, in grado di intervenire anche sulle fasi più precoci della patologia, andrebbe somministrato anche a questi pazienti per i quali va potenziata la diagnosi e il monitoraggio dopo l’avvenuta infezione da HCV.


Inoltre, da un punto di vista organizzativo viene rilevato come appaia «necessario un approccio integrato basato su un piano strutturato di screening/diagnosi precoce e di trattamento del paziente con stadi di fibrosi meno avanzati, ai fini del raggiungimento del target auspicato di eliminazione del virus nonché dell’equità di accesso alle cure».


Dai dati raccolti nel Report «l’introduzione dell’associazione elbasvir/grazoprevir nell’attuale panorama terapeutico, potrebbe rappresentare oggi un valido strumento di sanità pubblica a supporto della politica di eradicazione del virus dell’HCV, configurandosi una soluzione terapeutica valida sia sotto il profilo dell’efficacia che sotto il profilo farmaco-economico».

Il documento

http://www.ijph.it/pdf/2017-v6-n6-keys.pdf

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