Scienziati sudcoreani hanno individuato un effettivo legame tra l’epatite B e la malattia epatica: i risultati pubblicati su Gastroenterology
L’epatite B contribuisce all’insorgenza del fegato grasso, che a sua volta può condurre a cirrosi epatica e cancro: questo il risultato di uno studio condotto da un team sudcoreano della Pusan National University e del Korea Research Institute of Bioscience and Biotechnology.
Pubblicato sulle pagine di Gastroenterology, lo studio asiatico sarebbe il primo a sottolineare, a livello molecolare, l’effettivo ruolo dell’epatite B nella successiva insorgenza di complicanze epatiche e successive altre patologie.
Il biologo molecolare Cheong Jae-hun ha guidato il team coreano nello studio di questo collegamento tra forme di epatite B e altre malattie del fegato: “la scoperta è stata condotta utilizzando modelli animali e, in particolare, topi geneticamente modificati per testare gli effetti di una proteina HBx altamente attiva sul fegato” ha spiegato lo stesso Cheong.
Ciò permetterebbe – secondo quanto confermato dal ricercatore sudcoreano – di studiare forme di prevenzione di numerose patologie epatiche: basti pensare che quasi un quarto della popolazione di numerosi Paesi ad industrializzazione avanzata è colpita da malattie del fegato, associate a sindromi metaboliche come diabete, ipertensione e complicanze lipoproteiche.

























