Un innovativo test per la diagnosi del cancro al fegato ai primi stadi
Un team di biotecnologi belgi, coadiuvato da studiosi cinesi, ha messo a punto un innovativo test destinato alla diagnosi del cancro al fegato ai primi stadi. Mediante il prelievo di una sola goccia di sangue sarà possibile individuare un maggior numero di casi (oltre il 50% in più) di cancro epatico, una delle principali cause di morte al mondo. Elaborato da medici dell’università belga di Gand e dell’istituto belga VIB, in partnership con i centri di ricerca di Pechino e Shanghai, il nuovo test è stato messo a punto da un team costituito da Xue-en Liu, Liesbeth Desmyter, Cuiying Chen e ha preso le mosse da una precedente ricerca firmata da Roland Contreras e Nico Callewaert.
Prendendo in esame un campione di pazienti cinesi affetti da forme di cirrosi causate da epatite B, i ricercatori belgi e cinesi hanno rilevato che una concentrazione nel sangue di due specifici zuccheri si modificava, da un lato, con l’avanzare della cirrosi e, dall’altro, con l’aumentare della massa tumorale.
Le diagnosi emerse post-somministrazione del test sono risultate efficaci nel 70% dei casi di carcinoma epatocellulare. Secondo quando rilevato dal team di Liu, Chen e Desmyter, qualora sia combinata con il test basato sull’utilizzo del marcatore AFP, questa innovativa indagine risulta completamente affidabile.
Il test potrebbe, pertanto, aprire nuove frontiere nella lotta di un tipo di tumore che, a sua volta, è spesso conseguenza di altre patologie del fegato (epatite B, epatite C e, soprattutto, la cirrosi epatica). Il tumore al fegato risulta essere oggi una della principali cause di decesso nel continente asiatico e in quello africano; la percentuale di casi di tumore epatico risulta crescente anche nei Paesi occidentali: il test belga/cinese, se somministrato alla prima insorgenza della malattia, potrebbe scongiurare il ricorso ad operazioni chirurgiche.

























