L'India è la "Farmacia dei Poveri", ma ora cambia idea e aumenterà i prezzi delle medicine a basso costo
La denuncia di Medici Senza Frontiere. Le pressioni diplomatiche e le lobby delle multinazionali europee e Usa stanno facendo pressioni sul governo indiano, presieduto da Narendra Modi, affinché cambi la politica sui farmaci a basso costo, che finora hanno salvato la vita a milioni di persone nella parte povera del mondo. Esempio: più dell'80% degli antiretrovirali vengono usati dalle équipe mediche di MSF nei programmi HIV sono infatti indiani
ROMA - L'India è, di fatto, la "Farmacia dei Poveri" perché milioni di persone nei cosiddetti "paesi in via di sviluppo" sono in vita grazie al basso costo dei prezzi dei farmaci in India. Anche Medici Senza Frontiere (MSF) dipende dall'India per trattare numerose malattie, grazie all'acquisto di farmaci generici a prezzi accessibili; per esempio, più dell'80% degli antiretrovirali che vengono usati dalle équipe mediche di MSF nei programmi HIV sono indiani.
La battaglia contro la Novartis. Per anni, le multinazionali farmaceutiche hanno fatto pressione sul grande paese asiatico affinché modificasse le sue leggi sui brevetti farmaceutici, che in definitiva non fanno altro che anteporre le persone al profitto, permettendo così di produrre versioni più economiche dei farmaci generici. È storia nota che nel 2006, la casa farmaceutica svizzera Novartis ha fatto causa al governo indiano, dopo che alla stessa società era stato negato un brevetto su un farmaco contro il cancro. Sette anni dopo, la Novartis ha perso la sua battaglia davanti alla Corte Suprema indiana, con una sentenza storica emessa nell'aprile del 2013. È stata una grande vittoria della campagna per l'accesso ai farmaci essenziali.
Ora il governo indiano sembra cedere. Recenti dibattiti all'interno del governo indiano, guidati dal Primo Ministro Narendra Modi, mostrano segni di cedimento dell'India sotto il nuovo attacco congiunto delle aziende farmaceutiche, Stati Uniti, Unione Europea e altri paesi ricchi. La pressione per apportare modifiche alle leggi e alle politiche indiane sui farmaci viene attuata attraverso molti canali, compresi i negoziati per l'accordo commerciale, la diplomazia bilaterale e altri forum pubblici e privati. Il Primo Ministro Modi sostiene che l'India abbia bisogno di cambiare il suo sistema sui brevetti per conformarsi allo stile europeo e statunitense e favorire gli investimenti e gli scambi esteri.
Si profilano rischi disastrosi per milioni di persone. Una tale mossa significherebbe maggiore protezione della proprietà intellettuale per le multinazionali farmaceutiche e ritardi o blocchi nella disponibilità di farmaci generici indiani a prezzi accessibili; questo sarebbe disastroso per i pazienti di MSF e per milioni di persone in tutto il mondo che si affidano a quest'ancora di salvezza. L'India gioca un ruolo fondamentale sulla salute globale. Con la campagna "Hands Off Our Meds" (Giù le mani dalle nostre medicine) chiediamo al Primo Ministro indiano Narendra Modi di non svendere la vita di fronte alla pressione delle aziende farmaceutiche internazionali.
Fonte: repubblica.it























