Inclusione, equità e accesso alle cure: 5 proposte dal Patient Advocacy Network per migliorare la sanità

Partecipazione, quale leva fondamentale per migliorare il sistema salute. La decima edizione del Patient Advocacy Network ha riunito a Roma circa 30 associazioni di pazienti per un confronto su inclusione, equità e accesso alle cure. Tra queste, Associazione italiana sclerosi multipla (AISM), Associazione nazionale donne operate al seno (ANDOS), Associazione pazienti BPCO e patologie respiratorie, Diabete Italia Rete Associativa, EpaC, Europa Donna Italia, FAVO, Federdiabete Lazio.
Le proposte per una sanità partecipata
Cinque le priorità individuate per contribuire a migliorare il sistema salute. Una nuova governance e organizzazione dei PDTA, con strutture più coordinate e aggiornamenti rapidi, accompagnati da una gestione regionale più efficace e da valutazioni trasparenti delle performance.
Fondamentale, poi, rafforzare la comunicazione e la fiducia tra cittadini e istituzioni, attraverso sportelli di orientamento, maggiore accessibilità ai servizi, piena applicazione dei LEA e rendicontazione chiara dei risultati.
Sul fronte dell’accesso e della presa in carico, si propone un modello unico integrato, lo sviluppo di Case di Comunità moderne e la semplificazione delle prenotazioni. Grande attenzione è dedicata anche alla partecipazione e capitale sociale, attraverso il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni pazienti nei tavoli permanenti di confronto, co-progettazione dei servizi e iniziative di educazione sanitaria.
Infine, si punta a valorizzare le competenze e l’attrattività delle professioni sanitarie, migliorando le condizioni di lavoro, rendendo più chiari i percorsi di carriera e rafforzando le capacità di management a livello regionale.
Che cos’è il Patient Advocacy Network
Il Patient Advocacy Network è uno spazio di confronto e co-progettazione che riunisce associazioni di pazienti, istituzioni, università, comunità scientifica e settore privato. Organizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore con il supporto non condizionato di AstraZeneca, l’iniziativa – nella sua decima edizione – ha dedicato particolare attenzione alle differenze territoriali nei percorsi di diagnosi, cura e presa in carico ed è stata un’occasione per mettere a sistema il ruolo attivo delle organizzazioni di advocacy, in coerenza con la cornice normativa che oggi riconosce formalmente il loro coinvolgimento nei processi di programmazione sanitaria.
«Un network di associazioni di pazienti è fondamentale non solo per ricordare che la nostra costituzione pone al suo centro il diritto alla salute, ma per esercitare una funzione fondamentale di tutela e di promozione della prevenzione, la cura e la riabilitazione per tutti i cittadini, nessuno escluso» commenta Maria Teresa Petrangolini, direttrice del Patient Advocacy Lab (PAL) dell’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (ALTEMS) della Cattolica.
«Solo collaborando in modo strutturato e costruttivo possiamo far sì che l’innovazione continui a essere una priorità e che l’importanza del ruolo delle associazioni venga pienamente riconosciuto» aggiunge Francesca Patarnello, VP Market Access & Government Affairs di AstraZeneca Italia.
Fonte: innlifes.com

























