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Nuovi Farmaci
Malattie autoimmuni

Farmaci innovativi per 45 pazienti al costo di 2 milioni

Nuove ma carissime medicine per curare l’epatite C la terapia ha avuto il via libera solo pochi giorni fa.

BELLUNO. Quarantacinque pazienti affetti da epatite C saranno trattati con i nuovi farmaci biologici. La novità è di pochi giorni fa, quando l’Usl 1 ha ricevuto il via libera per l'utilizzo e la distribuzione a un numero per ora ristretto, di bellunesi colpiti da questa grave malattia del fegato.

Si tratta di medicinali di ultima generazione presenti, per ora, soltanto nelle farmacie ospedaliere e non in tutti i nosocomi. Sono farmaci molto costosi. Infatti per i 45 pazienti l'azienda sanitaria ha messo in preventivo una spesa per quest'anno di ben 2.160.000 euro.

L'epatite C è una malattia cronica del fegato che si contrae attraverso il contatto con sangue infetto, come l'utilizzo di una siringa oppure tramite una trasfusione di sangue. La maggior parte delle persone non si sente male appena viene infettata dal virus che rimane nel fegato a provocare infiammazioni croniche. I malati non avvertono alcun sintomo per anni, tuttavia l’epatite C è una malattia cronica cioè non va via col tempo. Chi ne soffre ha bisogno di essere controllato periodicamente da un medico, perchè la malattia può portare a cirrosi (cicatrizzazione del fegato) e al cancro al fegato.

«I criteri di utilizzo di questi nuovi farmaci», precisa il direttore sanitario Tiziano Martello, «sono stati posti direttamente dall'Aifa, l'agenzia italiana per il farmaco, che ha redatto la scheda. Quindi non tutti i pazienti affetti da epatite C possono essere sottoposti a questa terapia, terapia che, secondo quanto si sa dalle sperimentazioni, offre buone possibilità di guarigione dalla malattia. L'unico problema è che è molto costosa», sottolinea ancora Martello che però non si scoraggia, malgrado i conti dell'Usl per quest'anno non siano proprio in linea con quanto stabilito dalla Regione Veneto.

«Per ora partiamo con 45 persone della nostra Usl che sono state colpite dall'epatite C, poi speriamo di poter allargare la cura anche ad altri. Cura che viene ad oggi distribuita soltanto attraverso la farmacia dell'ospedale. E poi non tutti gli ospedali ce l'hanno, noi invece siano rientrati tra quelli che ne possono disporre. Siamo un centro riconosciuto, sottoposto al monitoraggio dell'Aifa».

Il direttore sanitario annuncia che nei giorni scorsi è arrivato l'ok per distribuzione ai pazienti individuati.

«Quindi a breve partiremo con i nuovi farmaci. A differenza dei farmaci biologici utilizzati per i tumori e ormai diventati di uso comune per i pazienti oncologici, per l'epatite C è diverso. Nei tumori i medicinali di ultima generazione somministrati ai pazienti servono per curare forme rare di cancro, mentre questa malattia del fegato è molto diffusa, per cui è stato necessario porre dei criteri iniziali, e poi sarà inevitabile allargarli alla vasta platea dei malati».

Ma l’Usl 1 si è attivata anche su altri fronti nel campo dei farmaci di ultima generazione. «Tra questi», conclude il direttore sanitario, «ci sono i farmaci antitumorali, appunto, e quelli per la cura di malattie rare. Per questi abbiamo preventivato una spesa nel 2015 di 1.144.000 euro».

Fonte: corrierealpi.gelocal.it

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