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Farmaci antiepatite C, Pani: approccio graduale per non far saltare Ssn

«Non solo i farmaci contro l’epatite C ma tutti i nuovi farmaci, in futuro, avranno bisogno di nuove strategie per l’autorizzazione in commercio che passino per il rispetto di priorità. Andranno dati prima a chi non può aspettare, e poi, passo dopo passo, ad altre categorie di pazienti. E’ un indirizzo di tutte le Agenzie regolatorie del mondo». Luca Pani direttore generale dell’Agenzia del farmaco – Aifa nell’incontro organizzato a Milano con European Medicine Agency e rappresentanti d’industria farmaceutica e agenzie regolatorie degli stati membri Ue sottolinea come i nuovi principi attivi contro l’HCV possano far saltare i bilanci dei servizi sanitari nazionali. E in Italia va peggio che altrove; da noi l’epatite C ha una prevalenza alta (stima del 2,5% dei residenti).

Due le nuove terapie: una priva di interferone per pazienti gravi, messa a punto da AbbVie già approvata da Aifa per la commercializzazione e una da approvare, più maneggevole ma costosa, di Gilead. «Su un milione e mezzo di persone positive al virus valutiamo un costo medio di circa 40 mila euro a paziente compresi esami e controlli», dice Pani. «In tutto fa 60 miliardi di euro. Anche a pagarne metà, grazie alla distribuzione ospedaliera, e a coprire metà del fabbisogno, il servizio sanitario dovrebbe sborsare 15 miliardi di euro. Con un approccio progressivo, man mano che la platea si allargherà, pensiamo di negoziare volumi crescenti, e prezzi sempre più accessibili». Non è una pratica inedita in Italia. «Già pazienti che presentano fattori di rischio coagulazione molto gravi sono trattati con anticoagulanti di ultima generazione».

La priorità individuata da Aifa per l’epatite sono i pazienti più gravi, oggi trattati con interferoni e ribavirina che presentano effetti collaterali forti. «Chi può aspettare avrà a disposizione entro un anno una terapia all oral - dice Pani - sono allo studio terapie di 8 e di sole 4 settimane per l’eradicazione del virus. Meno durano meno costano, ma è chiaro che bisogna mirarle sulla popolazione quest’ultima va profilata con accuratezza». Pani ammette che «il costo della terapia è comunque tale che in qualunque budget entri, spesa farmaceutica ospedaliera o territoriale, lo fa saltare. E’ possibile che il ministero dell’economia avalli una specifica richiesta per un budget a sé stante».

Fonte: doctor33.it

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