EpaC onlus chiede e ottiene il prolungamento a 24 settimane del trattamento Simeprevir e Sofosbuvir
In seguito a diverse segnalazioni che ci sono pervenute alcuni mesi fa, abbiamo chiesto ad AIFA di prolungare il trattamento combinato Simeprevir + Sofosbuvir da 12 a 24 settimane.
Il 28 Luglio riceviamo conferma scritta da parte di AIFA che la nostra richiesta è stata accettata.
La notizia è pubblicata sul portale AIFA a questa pagina web
Questo rappresenta un altro importante risultato ottenuto dalla nostra Associazione a favore di tutti i pazienti che non rispondono adeguatamente alle prime 12 settimane del trattamento Simeprevir e Sofosbuvir.
AIFA, inoltre, ci comunica che le altre 2 richieste da noi formulate saranno prese in esame alla prima riunione utile della CTS (Commissione Tecnico Scientifica)
Le 2 richieste sono le seguenti:
- Alternative terapeutiche per pazienti con genotipo 2
- Proposta di inserimento della terapia combinata di Sofosbuvir (SOVALDI®) e Daclatasvir (DAKLINZA®) nell’elenco delle specialità medicinali ai sensi della legge 648/96, per le seguenti indicazioni:
- Terapia antivirale di associazione DACLATASVIR E SOFOSBUVIR nei pazienti adulti affetti da Epatite C genotipo 2 con fibrosi F3/F4 candidabili alla terapia con SOFOSBUVIR E RIBAVIRINA che siano risultati intolleranti alla RIBAVIRINA o che abbiano un livello di emoglobina inferiore ai limiti normali;
- Terapia antivirale di associazione DACLATASVIR E SOFOSBUVIR ± RIBAVIRINA nei pazienti adulti affetti da Epatite C genotipo 2 che non hanno risposto alla terapia con SOFOSBUVIR e RIBAVIRINA.
- Chiarire meglio il concetto di “risposta completa” alle varie terapie oggi autorizzate per l’HCC per eliminare o comunque diminuire la possibilità di interpretazione da parte del medico, che può talvolta sfociare nella negazione temporanea o permanente dei farmaci anti HCV nei pazienti con HCC.
- Riflettere sulla opportunità di consentire il trattamento in cirrotici compensati anche in caso di presenza HCC con prospettiva di trattamenti multipli.
Revisione del criterio di accesso n. 1
La redazione di EpaC onlus























