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11° Granfondo trapiantati: sotto il sole della Sardegna è bello pedalare

La carovana percorrerà 296 chilometri in 5 tappe, da Pula a Olbia. La corsa partirà simbolicamente il 17 settembre dal Papa Giovanni XXIII e farà visita a 2 ospedali e 4 scuole sarde per portare la testimonianza di chi, grazie al trapianto, ha potuto superare la malattia e tornare a una vita piena e attiva.

Bergamo, 17 settembre – E’ stata presentata oggi all’Ospedale Papa Giovanni XXIII l’ undicesima edizione della Granfondo nazionale trapiantati, organizzata anche quest’anno dall’ Associazione Amici del Trapianto di Fegato in collaborazione con l’Ospedale di Bergamo, per portare il tema della donazione degli organi a scuole, istituzioni, associazioni di volontariato e ospedali italiani.

Questa edizione avrà come sfondo la Sardegna e vedrà impegnati dal 22 al 27 settembre 28 partecipanti: 15 ciclisti, di cui 7 trapiantati, con 13 accompagnatori di cui 5 trapiantati. Medico della manifestazione è Mariangelo Cossolini, responsabile dell’Unità di Coordinamento prelievo e trapianti del Papa Giovanni XXIII e dell’area Provincia di Bergamo. Saranno presenti anche un responsabile tecnico e due infermieri.

Cinque le tappe in programma, da Pula ad Olbia, per un totale di 296 chilometri, con visite agli ospedali di Brotzu, Cagliari e Olbia e alle scuole di Pula, Carbonia, Oristano e San Teodoro.

“La manifestazione ciclistica, ormai all’undicesima edizione, porta ogni anno in giro per lo stivale la testimonianza di persone che, nonostante abbiano un trapianto d’organi alle spalle, non hanno rinunciato allo sport – ha commentato Valentina Lanfranchi, Presidente dell’Associazione Amici del trapianto di fegato -. Lo scopo è nobile: dimostrare che le persone trapiantate non sono da considerare malate, ma possono tornare a svolgere una vita piena, che includa anche grande sforzo fisico, come 60 chilometri al giorno per 5 giorni consecutivi”.

Un messaggio di speranza, rivolto a chi è in attesa di questo delicato intervento, ma importante anche per sensibilizzare tutti sul tema della donazione degli organi.

“ Incontriamo ragazzi, rappresentanti delle istituzioni, operatori sanitari, insegnanti per far conoscere o ricordare che quando una vita finisce c’è la possibilità di donare organi e tessuti a chi ha malattie molto gravi e dare loro una concreta possibilità di cura - ha commentato Mariangelo Cossolini -. Inoltre lo sport per i pazienti trapiantati è anche una forma di prevenzione dalle malattie cardiovascolari e quindi di rispetto verso il dono che hanno ricevuto. L’incidenza di diabete, sovrappeso e obesità è in aumento nei pazienti trapiantati e il rischio di malattie cardiovascolari è estremamente alto. La prevenzione diventa quindi una necessità primaria”.

La pratica sportiva come forma di terapia è alla base del protocollo di ricerca “Trapianto… e adesso sport”, presentato proprio l’anno scorso in occasione della decima edizione della Granfondo nazionale trapiantati, promosso dal Centro Nazionale Trapianti e per cui il Centro di medicina dello sport del Papa Giovanni XXIII è Centro di riferimento regionale. Nei primi 6 mesi di sperimentazione già 6 persone, tutti trapiantati di fegato, sono stati arruolati e ora si attendono i primi trapiantati di cuore e rene.

Gli obiettivi dello studio non sono solo verificare se l' attività fisica prescritta dai medici dello sport e “somministrata” da personale specializzato sia in grado di migliorare alcuni parametri biologici legati alla condizione fisica, con effetti positivi sulla sopravvivenza dell' organo trapiantato, ma anche verificare la ripresa funzionale globale del paziente, sviluppare le motivazioni per accettare di cambiare le proprie abitudini e creare linee guida per migliorare lo stile di vita dei trapiantati.

“Il nostro ospedale e il territorio bergamasco costituiscono esempi virtuosi sia sul fronte delle donazioni che su quello dei trapianti ed è ammirevole la volontà di portare la nostra esperienza in giro per l’Italia
– ha commentato Carlo Nicora, direttore generale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII -. Dall’inizio dell’anno la nostra attività di trapianto è aumentata perché sono aumentati gli organi disponibili. Ci sono però ancora tanti margini di miglioramento, che passano prima di tutto attraverso l’’informazione. Riflettere serenamente sula donazione e comunicare la propria scelta ai propri cari oppure al Comune di residenza è un atto di civiltà e di amore non solo verso il prossimo, ma anche verso la propria famiglia, che non sarà costretta a interpretare la volontà dei congiunti in un momento difficile”.

Presenti alla conferenza stampa di oggi anche Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Mara Azzi, direttore generale dell’ASL di Bergamo, il viceprefetto Adriano Coretti, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il ciclista Giuseppe Guerini, e i medici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII Giuseppe Remuzzi e Gianmariano Marchesi.

Dati donazioni/trapianti (aggiornati al 31 agosto 2014)
Donatori totali segnalati nell'area della provincia di Bergamo: 27

Opposizioni: 6

Donatori effettivi: 18

Trapianti (dati aggiornati al 31 agosto 2014 confrontati con lo stesso periodo del 2013)

Cornee: 14 (+ 8)
Cuore: 13 (+ 1)
Fegato adulto: 39 (+17)
Fegato bambino: 20 (+ 8)
Midollo allogenico: 39 (+ 3)
Polmone: 9 (pari)
Rene: 28 (pari)
Totale trapianti organi solidi: 113 (+ 19)

I numeri della 11esima edizione della Granfondo trapiantati
296 i chilometri percorsi
5 le tappe
28 i partecipanti
15 i ciclisti
13 gli accompagnatori
12 i partecipanti trapiantati
1 medico responsabile sanitario della manifestazione
1 responsabile tecnico
2 infermieri
3 pulmini e 1 furgone a seguire i il gruppo

Le tappe
1° tappa – martedì 23 settembre: Pula – Chia - Sant’Anna Arresi - Carbonia
2° tappa – mercoledì 24 settembre: Carbonia – Gonnesa - Buggerru-Guspini
3° tappa – giovedì 25 settembre: Guspini – Arborea - Santa Giusta - Oristano
4° tappa – venerdì 26 settembre: La Caletta – Posada – Budoni – San Teodoro
5° tappa – sabato 27 settembre: San Teodoro – Cala Brandinchi – Porto San Paolo – Olbia (ospedale)

In allegato alcune foto della partenza simbolica della manifestazione dall'ingresso dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII avvenuta questa mattina. Il gruppo, accompagnato anche da Giorgio Gori e Giuseppe Guerini, ha compiuto tre giri dell'anello che circonda la struttura ospedaliera, passando dalle vie intitolate alla prima donatrice bergamasca, Emanuela Brambilla, e al primo trapiantato all'Ospedale di Bergamo, Roberto Failoni. Era il novembre 1985. Oggi l'Ospedale Papa Giovanni XXIII è è il primo centro in Italia in grado di eseguire qualsiasi tipo di trapianto, si tratti d’interventi neonatali, pediatrici o su pazienti adulti e tra i centri più importanti in Europa per il trapianto di fegato.

Grazie e buon lavoro


Federica Belli
Ufficio Stampa
Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII
035.2674065
ufficiostampa@hpg23.it
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