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La terapia con rifaximina

La terapia dell’encefalopatia epatica prevede la rimozione delle cause che l'hanno determinata e l’azzeramento della produzione delle sostanze tossiche nell’intestino mediante l’impiego di lattulosio e di antibiotici non assorbibili. Nei pazienti che soffrono o che hanno avuto un episodio di encefalopatia epatica è fondamentale regolarizzare l'alvo (anche con il ricorso a clismi evacuativi), usare farmaci che stimolano le evacuazioni (lattitolo e lattulosio), moderare l’assunzione di proteine di origine animale e utilizzare antibiotici non assorbibili che modificano la flora batterica intestinale riducendo la quota di quelli che producono ammonio.

Tra i farmaci utilizzati nel trattamento dell’encefalopatia epatica vi è la rifaximina, un farmaco appartenente alla categoria degli antibiotici intestinali, approvato in Italia per la prima volta nel 1985 e che adesso viene prodotto anche in una nuova confezione appositamente studiata e registrata per la prevenzione delle recidive di Encefalopatia Epatica (nome commerciale TIXTELLER).

Il farmaco viene largamente utilizzato nel trattamento delle disbiosi intestinali (alterazione della flora batterica intestinale) e delle patologie causate dall’eccessiva crescita batterica (SIBO – small intestinal bacterial orvergrowth).

La peculiarità di questo farmaco è il mancato assorbimento a livello intestinale, caratteristica che lo rende ben tollerato e con limitati effetti sistemici. La rifaximina presenta un ampio spettro antibatterico nei confronti della maggior parte dei batteri gram-positivi e negativi, aerobi e anaerobi, incluse le specie che producono ammoniaca. Inoltre, può inibire la proliferazione dei batteri che promuovono la deaminazione dell’urea, riducendo la produzione di ammoniaca e di altri composti ritenuti importanti per lo sviluppo dell’encefalopatia epatica.

Il nuovo confezionamento specifico per il trattamento di pazienti con Encefalopatia Epatica è stato registrato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2010 e da allora è stato introdotto in molti altri paesi di tutto il mondo rappresentando una terapia di grande successo che viene fortemente raccomandata dalle più importanti Società Scientifiche che studiano il fegato e le sue malattie.

I numerosi Studi Clinici controllati condotti per registrare questo nuovo confezionamento e quelli che si sono susseguiti dopo la commercializzazione hanno dimostrato in maniera chiara che la terapia con Tixteller permette: di prevenire la comparsa di recidive di encefalopatia epatica a 6 mesi, di mantenere la remissione della malattia a 24 mesi, di ridurre il tasso di ospedalizzazione a 6 mesi, di migliorare la qualità di vita dei pazienti con cirrosi epatica, di ridurre la mortalità, di migliorare la capacità di attenzione e la performance al simulatore di guida e infine di ridurre i costi sanitari come conseguenza della diminuzione del numero e della durata delle ospedalizzazioni.

Quindi oggi possiamo affermare che un’importantissima novità terapeutica in grado di contrastare una grave complicanza della cirrosi epatica e con un forte impatto negativo sulla vita dei pazienti e dei loro familiari, è finalmente a disposizione anche dei pazienti epatopatici che vivono in Italia.

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