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Quali sono le problematiche associate alla piastrinopenia severa?

In caso di piastrinopenia severa indotta da malattia epatica avanzata si determina un rischio di sanguinamento che è indipendente dalla condizione stessa di cirrosi2.

Il rischio diventa particolarmente elevato nel caso in cui pazienti con grave trombocitopenia debbano sottoporsi ad interventi invasivi, anche di modesta entità. Il rischio è tale che in alcuni casi i medici preferiscono evitare l’intervento.
Le trasfusioni piastriniche rappresentano, ad oggi, la terapia standard quando i pazienti cirrotici con trombocitopenia severa devono sottoporsi a procedure invasive, nonostante il fatto che gli studi ne dimostrino una efficacia limitata ed alcuni rischi anche sotto il profilo della sicurezza. I pazienti affetti da cirrosi epatica richiedono spesso procedure invasive per la diagnosi, gestione o terapia della malattia epatica, o per condizioni non correlate alla stessa.

Queste includono la biopsia epatica, la legatura endoscopica di varici esofagee, la radiotermoablazione o chemioembolizzazione di noduli di epatocarcinoma, ma anche estrazioni dentarie, riparazione di ernie addominali, etc.1
Dai dati disponibili3 emerge che, in un certo numero di casi, i pazienti non si sottopongono ad interventi anche solo per evitare le trasfusioni o che, di converso, sono gli stessi medici che non procedono all’intervento in presenza di un basso livello di piastrine.
Dalla survey condotta da Epac3 è emerso soprattutto l’impatto significativo che la trombocitopenia severa determina sulla vita dei pazienti: 4 partecipanti su 5 hanno dichiarato importanti limitazioni nelle normali attività quotidiane a causa della patologia, che condiziona anche semplici gesti, attività, hobbies o addirittura l’ambito lavorativo con un'inevitabile riduzione della qualità di vita.
Tra i dati più rilevanti della survey3 si rileva che il 15% dei partecipanti ha rifiutato alcune procedure invasive proprio per il rischio di sanguinamento, e quasi la metà ha affermato di essere stato sconsigliato dal proprio medico di sottoporsi a procedure invasive.


La revisione scientifica è stata curata dal professor Umberto Vespasiani Gentilucci, Medico Medicina clinica ed Epatologia - Professore Associato di Medicina interna – Campus Biomedico di Roma.

Progetto realizzato con il sostengo incondizionato di Shionogi


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