cnl_15

Peritonite batterica spontanea (PBS)

Rappresenta l'infezione del liquido ascitico sostenuta dalla localizzazione di batteri in assenza di contaminazione come ad esempio da perforazione intestinale, ascessi, diverticolite, colecistite batterica, ecc. o di altri processi batterici principali come broncopolmonite, endocardite, ecc...

Si ritiene che le cause della PBS siano la traslocazione batterica di germi intestinali, cioè il passaggio attraverso la mucosa dell'intestino di questi germi a causa dell'ipertensione portale e la compromissione del sistema di difese contro i batteri.

Manifestazioni cliniche
I sintomi della PBS sono molto variabili. Il paziente può presentare febbre, dolore addominale accompagnato da diarrea, confusione mentale, ipotensione arteriosa e, talora, insufficienza renale progressiva. Tuttavia, in almeno il 30% dei casi la sintomatologia è assente o attenuata, cosicché il medico può sottostimare questa diagnosi. La PBS è una complicanza grave del paziente cirrotico scompensato, soprattutto quando induce insufficienza renale (conseguenza presente in circa il 30% dei casi).

La diagnosi di PBS si basa sulla conta dei globuli bianchi (leucometria e sull'esame colturale) del liquido ascitico. La leucometria definisce la diagnosi di PBS quando la conta dei leucociti neutrofili (un tipo particolare di globuli bianchi) è > 250/mmc, mentre l'esame colturale permette di isolare il germe responsabile.

Il trattamento antibiotico va iniziato appena possibile. In pratica, una conta dei leucociti neutrofili nel liquido ascitico >250/mmc, anche in assenza di sintomi, rappresenta una indicazione assoluta ad intraprendere un trattamento antibiotico, senza attendere l'esito dell'esame colturale.

In circa il 70% dei casi i batteri responsabili sono Escherichia Coli e Klebsiella Pneumoniae, e gli antibiotici da preferire sono quelli attivi sui batteri Gram negativi. In tal senso è utile ricordare che:

· L'antibiotico di prima scelta è rappresentato dal principio attivo Cefotaxima. La dose consigliata, con funzione renale normale, è di 2 grammi ogni 8-12 ore. Cinque giorni di terapia in genere sono sufficienti
· Altre cefalosporine di II o III generazione (Cefriaxone, Cefocid, ecc.) o l'associazione amoxicillina/acido clavulanico sono possibili alternative
· Nei pazienti che presentano buone condizioni generali, l'impiego di un chinolonico per via orale (ciprofloxacina, norfloxacina o ofloxacina, 1 cp mg ogni 12 ore) è risultato efficace quanto il Cefotaxime
· Sono controindicati gli antibiotici aminoglicosidi (ex. Gentamicina, amikacina, neomicina, streptomicina…), perchè responsabili di complicanze renali in un elevato numero di casi
· E' importante associare alla terapia antibiotica la somministrazione di albumina per prevenire significativamente i problemi renali.

Per prevenire la PBS nei pazienti con ascite sono importanti: un adeguato controllo della terapia diuretica, un buon controllo dell'alvo, l'evitare manovre invasive non strettamente necessarie (cateterismi, ecc.), l'astensione assoluta dagli alcolici, la riduzione della permanenza in ospedale.

Nei pazienti che abbiano già presentato un episodio di PBS, la probabilità che si verifichi un secondo episodio nell'arco di un anno raggiunge il 70%, pertanto l'impiego di 400 mg/die di norfloxacina a oltranza riduce significativamente la percentuale di recidiva. Un'alternativa è rappresentata dal trimetoprim-sulfametossazolo (160 + 800 mg/die, per cinque giorni/settimana).

Vuoi ricevere aggiornamenti su questo argomento? Iscriviti alla Newsletter!